giovedì 23 novembre 2017

DISOBBEDIENZA CIVILE ED OBBIEZIONE FISCALE

DISOBBEDIENZA CIVILE ED OBBIEZIONE FISCALE

PREMESSA


Percorso da seguire nell’ azione di opposizione alle richieste di pagamento di Equitalia o qualsiasi altra amministrazione dello Stato che dovesse accampare pretese.

Quando doveste ricevere una lettera come questa del successivo modulo 1

NON VI PREOCCUPATE

RISPONDETE UTILIZZANDO QUESTA LETTERA (A)
QUI INSERITE LA VOSTRA INTESTAZIONE

Luogo Data

Spett.le ……………………………...

Via……………………………….

00

VS Rif . Prot. ………… del ………….

Oggetto : Accettazione condizionata e verifica avviso di “debito”.

In rif. alla Vostra lettera del ………… ricevuta in data ……….. con oggetto il richiesto, presunto, e finora indocumentado credito di €………….. , in essere a nome di………………………, formulo la presente per informarVi che lo strumento negoziale è stato accettato per valere alla prova di credito, che può essere pienamente motivato inoltrando la previa verifica dei dati del preteso debito entro e non oltre il ……………...

Dato che al momento è impossibile verificare la validità del “debito” per carenza dei dati documentali nello specifico chiedo copia :

  • Della prova che Voi siete i detentori dell’originalità del debito, del documento contratto autentico, primigenio, autografo da cui scaturisce la validità negoziale.
  • Della prova che questo importo non sia stato venduto a Voi da “Altri”.
  • Del contratto della eventuale cessione del credito.
  • Delle fatture registrate a bilancio che dimostrano l’autenticità del debito e a chi è dovuto originariamente (Non si accetta per valida la semplice dichiarazione).
  • Degli eventuali contratti e delle convenzioni successive (se ve ne sono).
  • Di tutta la documentazione attestante il calcolo degli interessi, delle more, delle spese totali.
  • Di ogni altra motivazione legale del preteso credito e la documentazione che il valore in denaro/banconote esisteva in forma fisica e legale nelle vostre casse prima della mia richiesta.
  • Del foglio di registrazione di contabilità riportante la "dimostrazione effettiva” della “perdita” derivante dalla mia azione di pretesa “insolvenza”.
  • Della prova inconfutabile ed inappellabile che la moneta legale in circolazione utilizzata per fornire quel cosiddetto “credito”, di cui si richiede ora la restituzione, sia, e fosse, supportata ed estrinsecata legalmente e giuridicamente da solido ed effettivo controvalore reale che ne dimostri la effettiva ed inoppugnabile “perdita”, e quindi l’odierna pretesa.
  • Di fornire prova giuridica che dimostri il valore intrinseco della moneta euro e la sua capacità di misurare il valore di alcunché.

Preciso inoltre che :

  1. qualsiasi contatto fosse comunicato in modalità improprie sarà respinto;
  2. non fornendomi tutte le informazioni richieste entro e non oltre la data del ……. … per tacito assenso/consenso si riterrà accettato che il da voi preteso “debito” non esiste/sussiste.
  3. A fronte di presentazione documentale parziale questa sarà ritenuta inesistente, nulla e respinta.
  4. Qualora la documentazione richiesta non sia fornita all’atto della citazione a protocollo ……… questa venga dichiarata inesistente e/o annullata e non si richieda mia presenza presso il giudice di pace.

Distinti saluti


P.S. Si prega di inoltrare la documentazione richiesta a :
P.P.S. Sono accettati i costi per l’invio della documentazione richiesta effettivamente documentati.



VI ARRIVERÀ UN SECONDO SOLLECITO 

RISPONDERETE CON QUESTA SECONDA LETTERA (B)


Risposta da inviare all’Agenzia delle Entrate che rileva l’inidoneità dei motivi addotti dal contribuente al fine di sospendere la riscossione delle cartelle esattoriali ai sensi dell’art. 1 commi da 537 a 544 della legge n. 228\2012



AL DIRETTORE PROVINCIALE
DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
DIREZIONE PROVINCIALE DI

…………………………………



OGGETTO: RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA DI RISCOSSIONE
PROT. N…………………….. DEL …………………………….
PRESENTATA AD EQUITALIA CENTRO SPA AI SENSI DELL’ART. 1
COMMI DA 537 A 544 DELLA LEGGE N. 228\2012
RICHIESTA ANNULLAMENTO CARTELLE ESATTORIALI


Il sottoscritto ………………………………………nato a ……………………..il ………………
codice fiscale: ……………………….., e residente in ………………………….. via …..……………………… n. … citta’ ………………………………………………………….
in riferimento alla nota prot. n. ……………del ……………… con la quale il Direttore
di codesta Agenzia Provinciale delle Entrate Dott. …………………………….. elenca i
motivi per i quali la richiesta inoltrata tramite Equitalia, non sia idonea al conseguimento della sospensione della riscossione delle Cartelle Esattoriali che lo riguardano, con le modalità previste dalla legge 228\2012 art. 1 commi da 537 a 544,

- oltre a ribadire quanto rappresentato nella prima istanza, e cioe’ l’inesistenza del valore giuridico della cartella esattoriale sottoscritta dalla la S.V. che ci risulta sia privo dei requisiti previsti dalla legge per poter rappresentare – con la sua firma - l’Amministrazione Finanziaria verso l’esterno, ai sensi 34bis comma 5 del dlgs 165\2001 ( articolo introdotto dall’art. 7 legge n.3\2003 ) dove si prevede che le assunzioni effettuate in violazione di quanto previsto nello stesso articolo sono nulle di diritto e che restano ferme le disposizioni previste dall’art. 39 della legge 449\1997, fatte salve tutte le motivazioni e ragioni già evidenziate e sostenute nella sua prima lettera del ………..

insiste nella richiesta di annullamento

per i seguenti motivi:

1) non corrisponde a verità quanto sostenuto dalla S.V. nella nota di risposta, di cui alle premesse, ove si afferma ( ultimo punto ) che le previsioni contenute nell’art. 17 della legge 146\80 sarebbero state soppresse dall’art. 3 comma 129 della legge 662\1996.

  • Infatti ci risulta che l’art. 3 comma 130 ( e non 129) della legge 662\1996 afferma genericamente che vengono abrogate le norme in contrasto con quanto previsto all’art. 129 della stessa legge 662\96,

  • e leggendo quanto previsto dall’art. 129 e 130, si comprende facilmente che i suddetti articoli

  • - richiamando le modalità di affidamento degli incarichi dirigenziali previste

  • dall’art. 19 comma 3 del dlgs 29\1993 – trasfuse nell’art. 19 comma 3 del dlgs 165\01,

  • non fanno altro che confermare quanto era stato previsto all’art. 17 della legge 146\80.

  • ossia gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente, sono conferiti ai dirigenti in servizio con le modalità previste dall’art. 23 dello stesso decreto, e che solo una residua parte pari

  • ad appena il 5% dell’organico dirigenziale - tramite procedure di Interpello - possa essere conferito a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale

  • non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione, che abbiano svolto attivita in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali in possesso di specifiche qualità professionali, ed esclusivamente con contratto a tempo determinato e per un periodo non superiore a tre anni, caratteristiche che ci risulta la S.V. non abbia mai posseduto

  • Dette disposizioni non fanno che rafforzare quanto era stato previsto dall’art. 17 della legge 146\1980, dove si prevedeva che nell’affidamento degli incarichi di direzione degli uffici finanziari, dovesse venire rispettato il cosi detto

  • Principio Gerarchico “ garantito oltre che dall’art. 97 e dall’art. 98 della Costituzione

  • dal dpr 246\1948 ( art. 5 ) e

  • dal dpr 3\1957 ( art. 16 e 31 )

  • dall’art. 20 e 55 del dpr 266\87

  • dove si prevede che solo i Dirigenti possono sottoscrivere gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, e che in assenza del Dirigente la direzione dell’ufficio debba essere affidata a colui che ricopre il grado gerarchico piu’ elevato tra quelli individuati dall’art. 2095 del codice civile, ossia da coloro che appartengono alla Categoria dei Quadri, istituita con la legge 190\1985, riservata al personale a suo tempo inquadrato nella 9° qualifica funzionale qualifica ( la 9°), istituita ai sensi del d.l. 9\86 convertito nella legge 78\86.

Principio gerarchico fissato oltre che nel T.U. degli impiegati civili dello Stato approvato con dpr 3\1957 ( art. 16 ) dove all’art. 31 dello stesso decreto si prevede che l’impiegato ha in diritto ad essere qualificato con il titolo giuridico conferitogli all’atto di nomina o di ultima promozione, titolo che può usare anche nella vita privata.

Principio della organizzazione gerarchica degli uffici prevista anche dalla direttiva comunitaria 91\533\CE recepita nella legge 152\1997 dove si prevede che il lavoratore assume il grado gerarchico corrispondente alla carriera\categoria, qualifica e alle mansioni per le quali è stato assunto in servizio, qualifica e categoria tra quelle individuate ( ovviamente) all’art. 2095 del codice civile.

Infatti la ipotizzata soppressione di quanto previsto dall’art. 17 della legge 146\80 ad opera della legge 662\1986, (cosi come sostenuto dalla S.V. ) se si fosse concretizzata, sarebbe stata illecita illegittima e incostituzionale in quanto con legge ordinaria ( legge 662\1996) si sarebbe abrogata una norma di rango costituzionale, ossia la legge finanziaria del 1980, approvata con legge 146\1980 che all’art. 17 non faceva altro che confermare quanto previsto dalla Costituzione e dal Codice Civile ( art. 2095) ossia che gli uffici finanziari possono venire diretti esclusivamente dai Dirigenti assunti

tramite pubblico concorso indetto “ annualmente” , e che in assenza del Dirigente, in attesa che vengano espletate le procedure per l’indizione del nuovo concorso per ricoprire il posto vacante, la direzione dell’Ufficio Finanziario competa di diritto a colui che possegga il grado gerarchico più elevato, previsione confermata dall’art. 20 della legge 266\87, dall’art. 10 della legge 358\91e dall’art. 76 del dpr 287\82 .

- Se poi fosse vero ( come vorrebbe sostenere la S.V.) che successivamente alla Sentenza del Tar del Lazio n. 6884 del 1° agosto 2011 è intervenuto l’art. 8 comma 24 del d.l. 16\2012 convertito nella legge 44\2012, che avrebbe fatto salvo l’ incarico Dirigenziale Fiduciario conferito alla S.V.,

- e’ altrettanto vero, che il suddetto incarico fiduciario, sempre ai sensi del comma 24 della succitata legge è stato conferito alla S.V. (nelle more) ossia solo per “ il tempo necessario all’amministrazione finanziaria per indire un nuovo concorso con le modalità previste dall’art. 34 bis del dlgs 165\01, ossia per predisporre le procedure occorrenti alla utilizzazione delle graduatorie dei Dirigenti formate a seguito di procedure selettive già espletate ed ancora valide.

- “ Procedure richiamate nel suddetto art. 8 comma 24 del succitato d.l. 16\2012 convertito nella legge 44\2012, previste dall’art. 1 comma 530 e 536 della legge 296\2006 e dall’art. 2 comma 2 del d.l. 203\2005 convertito nella legge 248\2005,

- dove si prevede che prima di indire nuovi concorsi, il conferimento di incarichi dirigenziali debba effettuarsi nel rispetto di quanto previsto dall’art. 39 della legge 449\1997 ossia tramite lo scorrimento delle graduatorie ancora valide di concorsi già espletati .

- Modalità di conferimento ( scorrimento delle graduatorie ancora valide) che essendo state previste da una legge di rango costituzionale quale è appunto la legge 296\2006 ossia dalla legge finanziaria 2007, non potevano e non possono tutt’ora venire derogate o modificate con legge ordinaria quale appunto è l’art. 8 comma 24 del d.l. 16\2012 convertito legge 44\2012 ai sensi del quale è stato conferito alla S.V.un Incarico Dirigenziale Fiduciario,

- incarichi peraltro giudicati Incostituzionali dalla Corte Costituzionale con le
Sentenze n. 103 e 104 del 2007, n. 161\2008 e n. 69 del 2011.

- E che non possa essere altrimenti, è tutt’ora confermato dall’art. 28 comma 6 del dlgs 165\01 come modificato dall’art. 3 comma 6 e 7 della legge 145\2002, dove viene
fatta salva alla data di entrata in vigore della suddetta legge” ad ogni effetto di legge, la validità delle graduatorie degli idonei pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche di Dirigente, “ nei limiti temporali previsti dalle norme vigenti”, modalità confermate successivamente dall’art. 17 del d.l. 78\2009 convertito nella legge 102\2009 dove si prevede che è fatto divieto di procedere a nuove assunzioni durante il periodo di vigenza di graduatorie ancora valide, e che le assunzioni effettuate in violazione dell’art. 34 bis del dlgs 165\01 sono nulle di diritto . Restano ferme le le disposizioni previste dall’art. 39 della legge 449\1997 nonche quanto previsto nel il DPCM del 26 ott. 2009.

  • Modalità di conferimento di incarichi Dirigenziali confermate anche dall’art. 4 del d.l. 97\2008 convertito nella legge 129\08 che aveva “ Autorizzato” per il completamento del programma di cui alla legge ( costituzionale) 296\2006 art. 1 comma 481, ( in combinato disposto con il D.M 19.04.2007 ( G.U. 123 del 29.05.07)

  • addirittura “ l’integrale utilizzo della graduatoria “ di tutti coloro che avevano partecipato a tutti i concorsi per la Dirigenza. indetti negli ultimi venti anni .

  • Questa singolare previsione ( peraltro disattesa) avrebbe permesso di ottemperare a quanto previsto dalla legge 127\1997 art. 17 comma 81,82 e 137, dove si prevedeva la restituzione d’ufficio ai propri ruoli dirigenziali di legittima appartenenza dei Dirigenti presenti nelle Agenzie Fiscali della penisola e nelle isole, ossia la restituzione ai ruoli dirigenziali nei quali erano stati inquadrati nel momento della loro assunzione in servizio effettuata con l’approvazione della graduatoria dei vincitori del concorso, sottoscritta dal Ministro delle Finanze ai sensi dell’art. 10 della legge 397\1975 .

  • La restituzione dei Dirigenti del Ministero delle Finanze ai ruoli di legittima appartenenza, avrebbe sanato quella terribile illegalità denunciata dal Tar del Lazio con la richiamata sentenza n. 6884 del 1° Agosto 2011, dove si afferma che su un organico di 1200 dirigenti circa 800 sono dei semplici impiegati a cui e’ stato conferito un incarico “dirigenziale fiduciario”incostituzionale”, incostituzionalità rilevata anche dalla Corte dei Conti con sentenza n. 165 del 24.03.2009.


  • Gli 800 “ incarichi fiduciari “ conferiti a semplici impiegati, di qualifica inferiore alla ex 9° qualifica, oltre ad essere stati attribuiti in violazione dei principi sanciti dalla Costituzione,
risultano sottratti, scippati ai veri Dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ossia coloro che - tramite pubblico concorso - erano stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria del Ministero delle Finanze , ossia nella carriera disciplinata dal dpr 748\72, carriera equiparata a quella Segretari Comunali ai sensi dell’art. 25 e tabella del dpr 749\72,
dopo che ai sensi dell’art. 55 del dpr 266\1987, - i Dirigenti di entrambe le suddette carriere direttive ( del Ministero Finanze e quelle dei Segretari Comunali ) erano confluite nella
ex 9° qualifica funzionale, qualifica istituita dal d.l. 9\86 convertito nella legge 78\86, qualifica funzionale che a termini di Legge - era destinata alla nuova “ categoria dei Quadri” istituita con la legge 190\1985, categoria ovviamente inferiore a quella dei Dirigenti ai sensi dell’art. 2095 del codice civile.

  • Dirigenti del Ministero dell’Economia e Finanze, che avrebbero dovuto essere restituiti

  • d’ufficio “ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza, al pari dei Segretari Comunali restituiti ai ruoli dirigenziali dalla data di entrata in vigore della legge 127\97 che all’art. 17 comma 82 aveva soppresso le norme che li avevano erroneamente inquadrati nella 9° qualifica Funzionale, ed esteso la stessa previsione anche alle altre Amministrazioni dello Stato ai sensi del Comma 137 dell’art. 17 della legge 127\97.

  • Restituzione d’ufficio ( ai ruoli dirigenziali del Ministero delle Finanze ) riservata ai soli Conservatori dei Registri Immobiliari, anche loro assunti nei ruoli dirigenziali della stessa Carriera Direttiva Ordinaria e individuati nella tabella VI quadro I annesso al dpr 748\72, la cui appartenenza ai ruoli della Carriera Direttiva Ordinaria era stata confermata dall’art. 9 della legge 22\1983.

Conservatori dei registri immobiliari a cui - solo nel 2003 - la Circolare n. 7\2003 prot. n 57593 del 17 luglio 2003 attribuisce competenze dirigenziali e connessi poteri di firma delle strutture centrali e periferiche dell’Agenzia del Territorio.

Equiparazione ( tra Dirigenti del Ministero delle Finanze - Segretari Comunali e Conservatori dei Registri Immobiliari) confermata anche dall’art. 11 bis del d.l. 283\1981 convertito nella legge 432\1981, e per effetto di tale equiparazione la previsione di cui all’art. 55 del dpr 266\87 ( ossia l’inquadramento dei Segretari Comunali nella 9° qualifica funzionale) , e’ stata estesa di diritto anche
ai Dirigenti del Ministero delle Finanze, in virtù del fatto che i ruoli dirigenziali di entrambe le carriere, erano state a suo tempo equiparate dal dpr 749\72 art. 25 e tabella di confronto tra le due carriere.

- Pertanto inspiegabilmente, mentre i Segretari Comunali sono stati restituiti d’ufficio e da oltre quindici anni, ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, i Dirigenti del Ministero delle Finanze ( esclusi i Conservatori dei Registri Immobiliari) si trovino ancora relegati nella categoria dei quadri e inquadrati nella III Area F5, e pertanto costretti a sopportare soprusi, angherie e direttive imposte da “ Semplici Impiegati” nominati “ Dirigenti di Fiducia ” da una “organizzazione “ …………… che appare evidente si sia impadronita dei vertici dello Stato
( leggasi Ministero Economia e Finanze) Organizzazione la cui natura dovrebbe venire identificata dagli organi Giudiziari, organizzazione che e’ pur certo, impedisce il rientro della legalità nel nostro paese.

Dirigenti che dopo l’emanazione della Sentenza della Cassazione a Sezioni unite civili n. 14529 del 29 sett. 2003, come soggetti idonei collocati in una graduatoria concorsuale ( a suo tempo) ancora valida, sono tutt’ora titolari di un diritto soggettivo all’assunzione su posti che risultavano ( allora ) e risultano ( oggi) ancora vacanti, posti che l’amministrazione deve ricoprire restituendo i Dirigenti in servizio ai ruoli di legittima appartenenza, o attingendo dalle graduatorie ancora valide di precedenti concorsi per la dirigenza, concorsi a cui potevano partecipare solamente coloro che erano collocati nella 9° qualifica funzionale, ossia sempre i Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della Cariera Direttiva Ordinaria disciplinata dal dpr 748\7.



Posti che il Ministero dell’Economia e Finanze dalla data di entrata in vigore della legge 127\97, non poteva ricoprire con incarichi fiduciari attribuiti a semplici impiegati, scavalcando di fatto i Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal dpr 748\72, costretti a partecipare ad un secondo concorso per la dirigenza dopo la loro retrocessione alla categoria dei quadri che li ha visti inquadrati ai sensi della legge 190\1985 nella qualifica funzionale piu’ elevata la 9°, istituita dal d.l. 8\86 convertito nella legge 78\86.

  • Appare evidente che retrocedere in carriera i Dirigenti per poi farli partecipare ad un Secondo concorso che ha consentito a soli 163 Dirigenti, il recupero del proprio Titolo Giuridico, è servito non solo a lasciare fuori dal proprio ruolo oltre mille dirigenti , ma anche ad attribuire con “Incarichi Fiduciari “ le competenze dei mille Dirigenti a semplici impiegati, impiegati a cui viene attribuito lo stipendio da dirigente, ricco stipendio ottenuto illecitamente che serve a tenerlo legato a quella consorteria che gestisce nella totale illegalità il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per quanto sopra esposto appare evidente che tutti gli atti sottoscritti dalla la S.V. non solo
sono nulli o annullabili, bensi “ Inesistenti”, in quanto sottoscritti da chi ( come Lei) non possiede il titolo giuridico abilitante alla sottoscrizione degli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, ossia il potere che compete esclusivamente ai Dirigenti assunti – tramite pubblico concorso

- nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal Dpr 748\73, dirigenti che risultano tutt’ora presenti nelle Agenzie Fiscali d’Italia, ossia coloro che sono stati a suo tempo erroneamente inquadrati nella 9° qualifica funzionale assieme ai Conservatori dei Registri Immobiliari e ai Segretari Comunali, dirigenti che nell’ordine gerarchico dei Ruoli, risultano Sovraordinati non solo ai “ Dirigendi di fiducia” come la S.V., ma anche ai Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali istituiti dall’art. 28 del dlgs 29\1993, ossia di tutti coloro che sono risultati vincitori del secondo concorso per la Dirigenza, bandito ai sensi del suddetto art. 28 del dlgs 29\93, dirigenti individuati anche all’art. 23 del dlgs 165\2001, nonchè in numero di 400, nella sentenza del Tar del Lazio n. 6884 del 1° agosto 2011.


ATTENETEVI SCRUPOLOSAMENTE A QUANTO QUI DESCRITTO E SOSTENUTO E IN TRE CASI SU QUATTRO IL RISULTATO SARÀ REGOLARMENTE OTTENUTO…
il procedimento sarà annullato

I funzionari delle varie amministrazioni statali sanno benissimo che seguitando nella loro pretesa rischiano grosso, dai dieci ai vent’anni di galera più annessi e connessi. Tutta questa documentazione è stata messa a punto con anni di duro lavoro, pazienti e scientifiche ricerche e certosina applicazione, pochissimi avvocati sarebbero in condizione di prestarvi una simile consulenza, e qualora lo fossero la parcella sarebbe esorbitante… Noi di AlbaMediterranea vi mettiamo a disposizione il frutto del nostro lavoro, dei nostri colleghi e sodali gratuitamente… non svilitelo… e soprattutto date a tutti quelli che ne ha bisogno un aiuto tangibile di solidarietà fraterna. Per parte nostra vi chiediamo di partecipare alle altre iniziative che via via metteremo in atto.. poi, se vi avanza qualche spicciolo e volete fare una donazione, secondo le vostre possibilità, ve ne saremo grati.

DISOBBEDIENZA A QUESTO FISCO PREDATORIO ED ILLEGALE A PARTIRE DA ORA E AD OLTRANZA!!

AlbaMediterranea : IL CUORE A DESTRA, LA MENTE A SINISTRA …. IL CUORE NEL PASSATO, IL FUTURO NELLA MENTE.

MORE INFO : 392 6546868 (Orazio) – 393 6542624 (Giorgio)



IL CASO SPADA: QUANDO LA CAPOCCIATA SI FA “MAFIOSA”

IL CASO SPADA: QUANDO LA CAPOCCIATA SI FA “MAFIOSA”

Certo, oggi più che mai, il nostro paese sembra esser caratterizzato da un’opinione pubblica a dir poco inerte o, quanto meno, proclive a farsi prendere vistosamente per i fondelli. Già. Perché voi mi dovete dire dove si è mai visto un paese nel quale si imputa per mafia uno colpevole di aver tirato un cazzotto o una capocciata sul volto di un qualsivoglia malcapitato. Una cosa che, agli occhi di una persona che ragiona in modo “normale”, dovrebbe stonare vistosamente. Già. Ma se il malcapitato è un giornalista inviato in rappresentanza di uno dei soliti palinsesti buonisti ed ipocriti della nostrana Rai cambia, eccome. Ma fermiamoci un momento per analizzare i fatti un po’ più da vicino. Dunque, il nostro giornalista-buonista si reca tra i grigi e cadenti palazzoni della periferia di quel di Ostia per realizzare uno dei soliti servizi-scoop sul cattivaccio di turno, in questo caso impersonificato da quel Roberto Spada che, fratello di quel Carmine/Romoletto, ora dietro le sbarre perché accusato di vari reati, vive dei proventi della propria palestra di boxe, in cui insegna e di un malconcio baretto di periferia.

La famiglia Spada, di origine nomade, è accusata di tante malefatte. Ma una sopra tutte, sembra non possa proprio essere emendata: la presunta simpatia del Roberto nei riguardi del movimento destro-radicale Casa Pound, che alle ultime amministrative di Ostia ha conseguito un insperato risultato, dovuto alla sua costante presenza dei propri militanti sul litorale romano, sempre pronti segnalare e denunciare il degrado presente in quei territori. Una presenza tanto forte, da aver anche avuto l’effetto di accendere l’interesse di personaggi che, a detta di quanto in giro si riferisce, con gli slanci ideali di un movimento antagonista giovanile alla Casa Pound, poco o nulla hanno a che vedere. Però tanto è bastato, per far scattare nella mente degli improvvisati salvatori della patria, l’idea che, i voti di Casa Pound fossero stati conquistati con il supporto della famiglia Spada o di qualsivoglia altro clan malavitoso del litorale.

L’intervistatore procede pertanto con la dovizia e l’insistenza di un novello inquisitore. Bombarda, insiste con un interrogatorio a raffica, spesso interloquendo con il proprio volto quasi attaccato a quello dello Spada che, alla fine, reagirà come abbiamo visto, con tutto il codazzo di reazioni e sdegni telecomandati a cui abbiamo in questi giorni assistito.

Ora però, se non vogliamo passare per fessi davanti a Lor Signori, in tutta questa vicenda ci sarebbero alcune note stonate da mettere in evidenza.

Punto primo. Sembra al limite dell’assurdo e del grottesco che, una qualsivoglia organizzazione malavitosa prenda in considerazione una partnership con un movimento come, in questo caso Casa Pound che, quanto a consensi, peso politico e quant’altro, è ancora ben lontano dal poter suscitare appetiti o mire entriste da parte di qualche malintenzionato….

Punto secondo. L’ipocrisia buonista ancora una volta ha dato prova della propria pochezza e delle proprie lampanti, contraddizioni. Nell’Italietta buonista e solidarista di Renzi, della Boldrini e compagnia bella, esser nomadi è quasi un privilegio costituzionale. Si può campare “sine ulla facere”, accattonando, mendicando, trafficando, rubando, sfruttando minori, ricevendo blande sanzioni e continuare a far quel che si faceva senza restrizioni o impedimenti di sorta, se non il dover subire le sporadiche proteste degli esasperati cittadini di qualche degradata periferia metropolitana. E poi, guai a chiamarli zingari: in loro soccorso correranno le varie ochette buoniste, pronte a strillare rampogne ed a sputar scomuniche per presunto razzismo…

Ma quando lo “zingaro” comincia a pensare, ad aver dubbi e magari a mostrare una qualsivoglia generica simpatia per chi, proprio in linea non è, allora, apriti cielo! Il nomade viene prontamente trasformato nel mostro da sbattere in prima pagina.

Un episodio di umana esasperazione, un momento di coatta spavalderia, un gesto sì deprecabile, viene subitaneamente bollato di “atteggiamento mafioso” ed implacabile cala la condanna . Le facette sdolcinate, le ochette buoniste, si trasformano in Furie Vendicatrici, nelle Erinni del più peloso e disgustoso buonismo. E allora tutti in piazza a danzare per pane, amore e fantasia; giù a stigmatizzare, a mettere in guardia i cittadini dal pericolo “fascio-malavitoso” ( e da quello rappresentato da una vistosa perdita di consenso elettorale, sic!). E ditemi care ochette, se per una “capocciata” data sul grugno di un giornalista-buonista Rai si può parlare di mafia, per le due ragazzine quattordicenni recentemente stuprate da due nomadi “politically correct” in quel di Roma, di cosa si dovrebbe parlare? Per tutte le violenze ed i crimini commessi da rom ed immigrati ai danni di indifesi cittadini, cosa si potrebbe prefigurare? Qui però nessuno scende in piazza, niente balletti con la sindaca-solidale, solo tanto, troppo silenzio e tanti distinguo, sintomatici di una vigliacca accettazione. E poi suona così strano, in un paese come questo, parlare di collusioni tra malavita e neofascismo; sa veramente di insulto alla Storia.

Basterebbe ricordare la sanguinosa epopea dell’anonima sequestri negli anni’70 ed ’80. Persone strappate all’affetto dei propri cari e poi fatte sparire senza tante storie e, se a costoro restituite, solo dopo lunghi periodi di prigionia, in condizioni disumane e dopo aver subito maltrattamenti e violenze d’ogni tipo. Bene, in quel caso nessuno si mobilitò. Nessuno strillò, né ebbe alcunché a ridire. Organizzazioni sanguinarie i cui aderenti, se scoperti, non esitavano a sparare addosso alle forze dell’ordine. Una pubblica opinione nostrana che si limitò a registrare quei fatti, macchiandosi di vergognoso spirito di rassegnazione e di resa a quelle organizzazioni criminali. D’altronde quegli episodi si verificarono in un Paese allora, per lo più governato sia a livello nazionale che a quello locale, da amministrazioni di centro sinistra ed erano molto spesso visti all’insegna di una deformata ottica di invidia sociale ed odio di classe, per i quali, una quanto mai vaga e generica categoria dei “benestanti” doveva esser colpita e punita con ogni mezzo.

Basterebbe ricordare figure come Sante Notarnicola oltre a vari esponenti del banditismo sardo, troppo spesso connotati da forti simpatie e connivenze con ambienti ”progressisti”. Certo, anche dall’ “altra parte” vi furono episodi di connivenza con ambienti malavitosi, sempre però inquadrabili in un’ottica funzionale a singoli interessi che andavano a portar acqua al mulino dei Poteri Forti, in un più esteso ambito geostrategico. Cosa questa, assolutamente non riscontrabile nel caso delle accuse ad un’organizzazione come Casa Pound, i cui obiettivi e la cui collocazione nel presente ambito politico non è e non può essere assolutamente paragonata a quella delle organizzazioni politiche extra parlamentari destro-radicali dei precedenti decenni e pertanto, come abbiamo poc’anzi detto, non possono suscitare interessi e mire da parte di malintenzionati di vario tipo, singoli od organizzazioni che siano. Il fatto, poi, che singoli elementi, provenienti da contesti sociali degradati o da ambienti malavitosi o, comunque, in modo tale da altri designati, mostrino simpatia o interesse alle iniziative locali di un’organizzazione antagonista, non significa proprio nulla.

Sicuramente ha però rappresentato un’occasione ghiotta per certa gente, per strillare e riacquistare quella prima pagina dei giornali, clamorosamente perduta dal clamoroso exploit elettorale di persone, da cui proprio non se lo sarebbero aspettato. Un capitolo a parte, andrebbe poi dedicato al ruolo dei media in tutta questa vicenda ed a come la famosa intervista sia stata condotta. Tampinare una persona, chiunque essa sia, per un’ora e più, bombardandola con domande che sanno di asserzioni, accuse è, non solo, opera di maleducazione ed assoluto non rispetto della privacy di una individuo, ma una vera e propria forma di molestia e violenza psicologica, un abuso che dovrebbe essere invece punito in modo esemplare, con una sanzione legale.

Questo perché, riteniamo, si debba tornare a porre dei giusti limiti e paletti a soggetti che, con la scusa di agire nel nome del diritto di cronaca, finiscono con il commettere una doppia categoria di abusi. Il primo contro l’integrità e la dignità di una qualsivoglia persona, dileggiandola, insultandola, mettendola alla gogna, anche senza l’avallo morale e giuridico di specifiche sentenze passate in giudicato.

Oltre al caso presente, andrebbero ricordati per dovere di cronaca, i gratuiti ed indebiti “trattamenti” mediatici a cui sono stati (volendo solo ricordare esempi recenti, sic!) sottoposti alcuni tra gli imputati del processo a “Mafia Capitale”. Il Carminati, chiamato pubblicamente “ Cecato” , accusato e dichiarato colpevole di tutto e di più molto prima di una dovuta conclusione del procedimento giudiziario in cui era imputato ed il cui arresto è stato ripreso e mostrato centinaia di volte in tivvù, cosa mai verificatasi per altri ben più temibili soggetti, sia nel ruolo di capi di organizzazioni criminali, che in quello di protagonisti di varie altre gesta (pedofilia, violenze carnali, delitti in famiglia e contro le donne, etc.). “Cecato”, “Spezzapollici” ed altri similari esempi, tra cui quello più recente di Ostia, sono solo la punta di un fenomeno che, da troppo tempo, aspetta una sua giusta e definitiva messa in regola. I media non possono e non debbono assolutamente sostituirsi al lavoro degli organi inquirenti, commettendo, in questo caso, un vero e proprio abuso di potere, sanzionabile d’ufficio, senza bisogno di una specifica denuncia penale di parte.

L’andare a cercare di fermare una persona in strada, il continuare a seguirla ponendole domande a raffica, contro la sua volontà, oltre a prefigurare il reato di molestia di cui abbiamo già parlato, è indicativo di un esercizio abusivo di quella funzione, il cui carattere indagatorio ed inquisitorio è proprio ed esclusivo dei pubblici ufficiali, nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Né gli organi inquirenti, dovrebbero e potrebbero lasciarsi trascinare o influenzare dalle sirene mediatiche del momento. Né intercettazioni o filmati il cui contenuto potrebbe compromettere una posizione processuale in “itinere”, dovrebbero esser mostrati prima di un definitivo accertamento processuale. Ma, nemmeno, è compito di chi scrive prender le parti dell’uno o dell’altro ma, questo sì, denunciare degli abusi che da troppo tempo vanno avanti e che sono indicativi di uno strapotere mediatico il cui unico interesse è quello di asservire ai vari piani dei Poteri Forti che intendono promuovere o rimuovere, esaltare o condannare alla perpetua “damnatio memoriae”, chiunque non sia funzionale ai loro disegni.

Lo stesso caso della vicenda degli abusi nel mondo del cinema ( a cui dedicheremo un pezzo a parte), dovrebbe essere sufficientemente indicativa di quanto sin qui affermato. Ora alla classica domanda sul: “che fare?” la risposta non può essere altra, se non quella di denunciare e di scoperchiare senza esitazione certi fenomeni, perché in questo modo si andranno sicuramente a colpire gli interessi di quei Poteri Forti tenutari del Globalismo che, mai come ora, credono di poter godere di una impunità infinita, garantita proprio dal sistematico controllo dei “media” che garantiscono quella totale manipolazione delle coscienze che, del loro (sinora) incontrastato dominio, costituisce un ineludibile e fondamentale tassello.

                                                        UMBERTO BIANCHI